Ripensare l’accessibilità dei luoghi di Cultura

by Cristian Camanzi

I luoghi di cultura raccontano chi siamo e ciò a cui diamo valore come collettività. Per questo motivo, pensando al futuro, noi di ARTernative vorremmo che al loro interno l’accessibilità fosse implicita e imprescindibile. Sarebbe molto bello progettare mostre e allestimenti pensati per poter essere visitati dal maggior numero di persone possibile, diverse fra loro per bisogni e motivazioni.

Nell’immaginario comune l’accessibilità è spesso associata alla rimozione delle barriere fisiche, come ad esempio una rampa messa al posto di un gradino. Le declinazioni che può assumere, però, sono molto più articolate e diverse. Ad esempio, possono riguardare la leggibilità e la comprensibilità di un testo o avere a che fare con le consapevolezze del personale che accoglie il pubblico all’interno di un’istituzione culturale.

L’accessibilità dei luoghi di cultura è soprattutto un modo di pensare all’esperienza di visita che prende forma nell’immedesimarsi nelle prospettive di persone diverse. Possiede un linguaggio di base e si rinnova attraverso la ricerca e l’indagine di nuovi metodi capaci di moltiplicare le modalità di accesso ai luoghi, ai contenuti e ai servizi. La cosa più incoraggiante è che i musei e i luoghi di cultura, più in generale, negli ultimi anni stanno spostando la propria attenzione sui visitatori. Iniziano a considerare sempre più importante la comprensione delle persone a cui si rivolgono, quasi al pari degli oggetti che conservano.

Noi di ARTernative pensiamo che comprendere i visitatori significhi rendersi conto dei loro possibili bisogni e cercare soluzioni appropriate per individuare e rimuovere le barriere che potrebbero incontrare. Dal costo del biglietto d’ingresso alla mancanza di spazi in cui sedersi. Gli ostacoli associati alle disabilità rimangono forse i più difficili da rimuovere, soprattutto quando si originano da pregiudizi di tipo culturale o da scarse conoscenze. Spesso la mancata adozione di soluzioni accessibili nasce più dall’ignoranza in materia e dalle scarse opportunità formative che dalle ridotte disponibilità economiche.

Quindi occorre informarsi, documentarsi e applicare le soluzioni che possano permettere il superamento degli ostacoli che vanno caso per caso individuati per ogni istituzione o luogo di cultura. Perché ciò di cui ci dobbiamo convincere è che la disabilità non riguarda solo una categoria di cittadini, ma è una questione che riguarda la comunità nel suo insieme.

La nostra squadra insieme alle collaborazioni e alle sinergie che può mettere in campo è in grado di analizzare una realtà culturale, comprenderne le barriere e agire per superarle.

Continuate a seguirci per rimanere sempre aggiornati. Se siete interessat* a preventivi, consulenze o collaborazioni, scrivete ai nostri contatti ufficiali.

Per maggiori info:

quickmuseum.it/

arternative.it/

Facebook: Arternative.QuickMuseum

Instagram: @quickmuseum

info@arternative.it

A presto!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Invia commento