Musei in 5 opere:
Neue Pinakothek Monaco di Baviera

by Cristian Camanzi

Nuovo appuntamento per la rubrica con la quale vi portiamo alla scoperta dei musei nel mondo. Un po’ quello che vi aspetta scaricando la nostra app QuickMuseum, che trovate disponibile gratis sia per dispositivi Apple che per Android. Grazie alle sue mappe, alle audioguide, ai giochi e ai percorsi personalizzati potrete esplorare le splendide collezioni dei più importanti musei d’Europa, ma non solo. Abbiamo aggiunto anche alcune realtà museali più piccole, ma che riguardano la nostra regione, l’Emilia Romagna.

Oggi siamo in Germania, più precisamente a Monaco di Baviera all’interno della Neue Pinakothek. La Neue Pinakothek di Monaco di Baviera è un museo che contiene l’arte europea del XIX secolo. Situato nel quartiere artistico della città, rappresenta un collegamento tra le sue due istituzioni sorelle: l’Alte Pinakothek con gli antichi maestri e la Pinakothek der Moderne per l’arte del XX e XXI secolo. La Neue Pinakothek offre una panoramica delle epoche dell’arte europea dall’Illuminismo agli albori della modernità: da Francisco Goya e Jacques-Louis David a Vincent van Gogh e Paul Cézanne, abbracciando la fine del XVIII e tutto il XIX secolo, fino agli inizi del XX secolo. Oltre ai dipinti e alle sculture del classicismo si possono vedere opere del romanticismo, dell’art nouveau e dell’impressionismo. Il suo patrimonio comprende più di 6.000 opere e fa parte delle Collezioni statali di pittura della Baviera, che con più di 30.000 oggetti custodiscono una parte significativa della collezione di pittura e d’arte del Libero Stato di Baviera.

Ecco 5 cose da non perdere, se visitate la Neue Pinakothek di Monaco di Baviera

Carl Spitzweg, il povero poeta, 1839

Il poeta povero rappresenta la categoria dei poeti (ma potrebbe essere anche un filosofo), vive in un’angusta soffitta, in condizioni di estrema povertà. Mancando di ogni altro combustibile, il povero intellettuale ha dato alle fiamme alcuni dei suoi scritti nella stufa di maiolica. Ma il fuoco è ormai spento e lui giace a letto, infreddolito, con la camicia da notte e la papalina. L’ombrello aperto lo protegge dall’umidità che passa attraverso le travi del soffitto. Tuttavia continua imperterrito nella sua opera poetica. Con la penna stretta fra i denti, scandisce un verso, il cui metro, un esametro, è appuntato sulla parete sopra il letto.

Thomas Gainsborough, la signora Thomas Hibbert 1786

Il più accanito concorrente di Reynolds nella cerchia della Royal Academy era Thomas Gainsborough, il cui interesse era rivolto più ai dettagli naturalistici. La sua pittura è caratterizzata da accordi di colore insoliti e pennellate sciolte. Ciò fa sì che non solo i suoi paesaggi ma anche i suoi ritratti appaiano particolarmente naturali e vivaci. Sophia Boldero era la figlia del banchiere londinese John Boldero. Nel 1784 sposò il mercante Thomas Hibbert. Subito dopo il loro matrimonio, Gainsborough dipinse i ritratti della coppia, ma divorziarono nel 1796. È interessante notare che dopo la separazione ciascuno dei due partner ha tenuto con sé il ritratto dell’altro.

Édouard Manet, Il pranzo nell’atelier 1868

Il pranzo nell’atelier è forse uno dei dipinti più belli di Manet. È un ritratto di Léon Leenhoff, che si dice sia nato da Manet e dalla sua futura moglie Suzanne Leenhoff prima che si sposassero. Il giovane aveva sedici anni quando fu rappresentato in questo dipinto, e la madre continuò a presentarlo come suo fratello minore. Il nome di Vermeer è stato citato in relazione a questo quadro, in cui Manet riesce a creare un’elegante armonia tra la distribuzione della luce e il delicato contrasto dei gialli e dei neri.

Vincent van Gogh, Veduta di Arles, 1889

Poco prima che Van Gogh lasciasse Arles dipinse questa veduta della città, vista sopra i frutteti e i giardini in fiore e attraverso alberi ad alto fusto. Questa immagine della città è diversa da quelle prodotte nei primi mesi del suo soggiorno. Non sono raffigurati né i dintorni agricoli dei campi di grano né i punti di riferimento industriali dei serbatoi di gas e delle linee ferroviarie. Vediamo invece l’antica Arles medievale, circondata dai suoi giardini coltivati e fertili. Il senso di sogno che si respira qui ricorda le illustrazioni dei libri d’ore devozionali medievali, come le Très Riches Heures del Duc de Berry.

Gustav Klimt, Margaret Stonborough-Wittgenstein, 1905

Per gran parte della sua vita, Klimt trasse un reddito soddisfacente dalla ritrattistica. La maggior parte delle sue modelle erano mogli e sorelle dell’alta borghesia viennese, spesso ebrea. Il suo elegantissimo ritratto di Margaret Stonborough-Wittgenstein, sorella del filosofo Ludwig Wittgenstein, ricorda i ritratti a figura intera di Whistler.

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