Musei in 5 opere:
Nationalmuseum Stoccolma

by Cristian Camanzi

Nuovo appuntamento per la rubrica con la quale vi portiamo alla scoperta dei musei nel mondo. Un po’ quello che vi aspetta scaricando la nostra app QuickMuseum, che trovate disponibile gratis sia per dispositivi Apple che per Android. Grazie alle sue mappe, alle audioguide, ai giochi e ai percorsi personalizzati potrete esplorare le splendide collezioni dei più importanti musei d’Europa, ma non solo. Abbiamo aggiunto anche alcune realtà museali più piccole, ma che riguardano la nostra regione, l’Emilia Romagna.

Oggi siamo in Svezia, più precisamente a Stoccolma, all’interno del Nationalmuseum. Quella di Stoccolma è una smisurata collezione di arte europea dal medioevo al Novecento. Oltre a un’incomparabile esposizione di pittura svedese, possiede una delle migliori raccolte di arte francese settecentesca al di fuori della Francia. Anche le pitture olandese e fiamminga del XVII secolo sono perfettamente rappresentate.

Ecco 5 cose da non perdere, se visitate il Nationalmuseum Stoccolma:

Giuseppe Arcimboldo, il cuoco, 1570

È possibile che la figura del Cuoco celi un individuo realmente esistito della corte imperiale. Potrebbe essere un ritratto umoristico del più alto funzionario di corte che sovrintendeva alla casa reale, o potrebbe essere invece il ritratto di un soldato.

Francois Boucher, la nascita di Venere, 1740

La Nascita di Venere è la quintessenza dell’arte di Boucher, che fonde il naturale e l’artificiale per creare una scena completamente incantata, esuberante e al tempo stesso rilassata, una visione aerea e marina che ha un autentico sapore pagano. L’acqua stessa diventa un eccitante elemento erotico mentre si gonfia e si abbassa, sostenendo i corpi pallidi come perle che si abbandonano ad essa e offrono le loro membra come rami di corallo bianco come posatoi per le colombe di Venere.

Gustave Courbet, autoritratto (il violoncellista), 1847

Il contributo di Courbet al Salon del 1848, che si tenne al Louvre, consisteva in sette dipinti e tre disegni. Tra questi, l’autoritratto intitolato Il violoncellista, che illustra il suo appassionato interesse per la musica. Sia a Ornans, dove i membri della famiglia e l’amico Promayet suonavano vari strumenti, sia a Parigi Courbet viveva in un ambiente che incoraggiava la sua inclinazione per la musica. Si dedicò al violino, compose canzoni e si interessò alla canzone popolare.

Pierre-Auguste Renoir, la Grenouillere, 1869

Nel 1869, Renoir e Monet realizzarono un’intera serie di scene di vita moderna dipinte all’aperto. Il loro soggetto è La Grenouillère (letteralmente “stagno delle rane”). Situata sulle rive dell’Île de Croissy, sulla Senna, nei pressi di Parigi (di fronte a Bougival), La Grenouillère era un’elegante struttura costruita su una chiatta che comprendeva cabine da bagno e un ristorante. Vi si accedeva tramite passerelle e un isolotto con un albero, da cui si osservavano i bagnanti. L’isola costituisce il fulcro di una coppia di composizioni gemelle dei due artisti. Quella di Monet è più strutturata, mentre quella di Renoir è più vivace, con un’inquadratura più stretta e pittoresca. Entrambi i dipinti dedicano molta attenzione ai riflessi degli alberi, delle persone e del cielo nell’acqua increspata.

Rembrandt, la cospirazione dei Batavi, 1661-62

Nel 1659 il Consiglio comunale di Amsterdam decise di decorare la galleria del Municipio di nuova costruzione con dipinti raffiguranti la rivolta dei Batavi contro l’Impero romano nel 69 d.C. Il dipinto, che raffigura il giuramento di Claudio Civilis e dei Batavi nel boschetto sacro, è un frammento, che in origine misurava circa 550 x 550 cm. Questo soggetto tratto dalla prima storia dei Paesi Bassi era considerato un simbolo di indipendenza e orgoglio nazionale. Degli otto quadri che si dovevano realizzare questo fu il primo e l’ultimo, poiché rifiutato dal Consiglio.

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