Musei in 5 opere:
Detroit Institute of Art

by Cristian Camanzi

Nuovo appuntamento per la rubrica con la quale vi portiamo alla scoperta dei musei nel mondo. Un po’ quello che vi aspetta scaricando la nostra app QuickMuseum, che trovate disponibile gratis sia per dispositivi Apple che per Android. Grazie alle sue mappe, alle audioguide, ai giochi e ai percorsi personalizzati potrete esplorare le splendide collezioni dei più importanti musei d’Europa, ma non solo. Abbiamo aggiunto anche alcune realtà museali più piccole, ma che riguardano la nostra regione, l’Emilia Romagna.

Oggi siamo negli Stati Uniti, più precisamente a Detroit all’interno del Detroit Institute of Art. Il Detroit Institute of Arts ospita una delle collezioni d’arte più significative degli Stati Uniti, con opere che vanno dall’antichità al XXI secolo. Una grande collezione, che comprende una delle più equilibrate e complete rappresentazioni negli Stati Uniti di pittura occidentale. Fra i suoi pezzi più famosi, una delle due versioni del Cimitero ebraico di Van Ruisdael e Notturno in nero e oro di Whistler, il quadro che, duramente da Ruskin, fece partire la causa per diffamazione contro di lui. Vi sono anche murales di Diego Rivera dipinti appositamente per questo edificio.

Ecco 5 cose da non perdere, se visitate il Detroit Institute of Art

Marta e Maria Maddalena, Caravaggio, 1598 c.

Il dipinto ha un tema iconograficamente molto insolito. Mostra Marta che rimprovera Maria Maddalena per la sua vanità, argomento che conosciamo attraverso una serie di copie. Il dipinto di Detroit è stato recentemente riconosciuto come l’originale. Il tema religioso è trattato in maniera sostanzialmente profana. È un pretesto per realizzare passaggi di pittura di grande intensità e per costruire un’immagine che è più una scena di genere che religiosa.

Ritratto di Andrea de’ Franceschi a mezza figura, Tiziano, 1532 c.

Andrea de’ Franceschi fu gran cancelliere della Serenissima dal 1529 al 1532 e venne ritratto da Tiziano quale pittore ufficiale. Su uno sfondo scuro il protagonista è ritratto con la testa leggermente ruotata a sinistra, mentre il busto è girato verso destra: con questi piccoli accorgimenti l’opera ottiene un effetto dinamico. Il volto è ritratto con incisività, con profondi solchi dell’età che rigano l’anziano politico. I capelli sono un caschetto grigio con frangetta; come tipico della moda dell’epoca barba e baffi sono lunghi.

L’incubo, Johann Heinrich Füssli, 1781

L’artista ha ritratto una giovane donna sul retro di questo dipinto. Se è vero che entrambe le immagini rappresentano la sua amata Anna Landolt, i cui genitori si rifiutarono di permetterle di sposarlo, allora l’Incubo può essere interpretato come un’allegoria della delusione. In tal caso la macabra scimmia è l’uomo a cui è consentito infine di “possedere” la donna tanto amata dall’artista. Qui Füssli evoca un’immagine terrificante piena di mistero e panico.

La Festa del Ringraziamento, Diego Rivera, 1932-1933

Questo grande murale fa parte del “Detroit Industry Murals” di Rivera, che celebra i lavoratori dell’industria automobilistica di Detroit. Le opere murali di Rivera esplorano temi di classe, industria e tecnologia.

San Girolamo, Jan van Eyck, 1442

Sul dipinto appare la data del 1442, a dimostrazione che fu completato dai collaboratori della bottega dell’artista appena un anno dopo la morte di Van Eyck. Dalla lettera sul tavolo si può supporre che San Girolamo rappresenti il ritratto del cardinale Niccolò Albergati. L’opera mostra san Girolamo nella tradizionale rappresentazione nel suo studio. È vestito con l’abito e il cappello cardinalizio mentre legge un libro, in un piccolo studio pieno di oggetti che testimoniano la sua erudizione ed i suoi interessi. In basso si vede un leone che richiama la leggenda di san Girolamo, secondo la quale egli estrasse una spina dalla zampa dell’animale, che gli rimase poi fedele.

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