Arte e cinema: Il tormento e l’estasi

by Cristian Camanzi

Oggi vi vogliamo consigliare un film che ci porta al periodo d’oro di Hollywood. Il periodo dei grandi kolossal in costume, delle grandi produzioni. E anche l’arte non è sfuggita a questo momento particolarmente florido per il cinema americano. Stiamo parlando di Il tormento e l’estasi, film basato sul romanzo omonimo di Irving Stone, diretto da Carol Reed negli anni Sessanta. Charlton Heston veste i panni di Michelangelo Buonarroti e Rex Harrison quelli di Giulio II. Sicuramente è un film con inesattezze storiche e con diverse forzature, giustificate dalla creazione di un prodotto che rispecchia più i gusti cinematografici dell’epoca piuttosto che la resa precisa di un determinato periodo storico e di un genio quale è stato Michelangelo. Ma non poteva mancare in questa nostra “cineteca virtuale” tra arte e cinema.

La trama in poche righe

Protagonisti del film sono Michelangelo Buonarroti e il suo importantissimo committente, papa Giulio II. La trama si concentra in particolare sul periodo in cui venne chiesto all’artista di affrescare la volta della Cappella Sistina. Michelangelo stava già lavorando per il papa, alla realizzazione della sua monumentale tomba e non accetta l’incarico di buon grado. Anzi all’inizio, ritenendosi prima di tutto uno scultore e non un pittore, tenta di fuggire e abbandonare per sempre la realizzazione degli affreschi. I dettami iconografici dell’epoca inoltre stanno troppo stretti al genio rivoluzionario di Michelangelo. Quindi l’artista si rifugia in un periodo di esilio volontario per poi tornare sui suoi passi e regalare all’umanità quel capolavoro assoluto che sono gli affreschi della Cappella Sistina.

La nostra opinione sul film

Come detto all’inizio, il film è un kolossal in costume con tutti i pro e i contro. Sicuramente l’ambientazione e le scenografie sono molto curate: il tormento e l’estasi è stato girato in Italia per poter ricreare al meglio l’atmosfera rinascimentale. La Cappella Sistina è stata ricostruita a Cinecittà e la scena in cui Michelangelo sceglie il marmo per le proprie sculture è stata girata nelle cave di Carrara, esattamente dove l’artista si recava per cercare i blocchi migliori. La colonna sonora del film, realizzata dal celebre compositore Alex North, è il risultato di un’attenta ricerca su suoni e musiche dell’epoca, anche qui però con qualche incongruenza di date. Il prodotto che ne esce è imponente, evocativo e colossale. Ebbe però più successo tra la critica che tra il pubblico e si aggiudicò diverse nomination agli Oscar. In poche parole, non aspettatevi un film che ricostruisce scientificamente fatti e personaggi. Sarete piuttosto di fronte a una sontuosa illustrazione storica messa in piedi da un regista e da due interpreti di valore. Forse manca di profondità, ma lo spettacolo del cinema di Hollywood è assicurato e di alto livello. Da vedere.

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