Musei: in Italia aumentano i visitatori e cresce la presenza sui social

by Marco Lovisco

I dati del ministero dei Beni e delle attività culturali e del turismo sembrano parlare chiaro: dal 2013 al 2016 i visitatori nei musei statali sono aumentati del 18,5% (+7 milioni), arrivando al record di 45,5 milioni di ingressi nel 2016, mentre gli incassi sono aumentati del 38%, pari ad un incremento di fatturato di 50 milioni di euro.

 

È una bellissima notizia che dimostra essenzialmente due cose:
1. Con la cultura “si può mangiare”;
2. Innovare l’approccio alla divulgazione e il modo di comunicare con il pubblico alla fine paga.

 

Il successo dei dati diffusi dal ministro Franceschini a nostro parere dipendono da vari fattori, tra cui certamente il diffondersi (lentamente ma inesorabilmente) di un nuovo approccio alla cultura, meno accademico e più orientato ad un pubblico trasversale che non comprende solo esperti e appassionati ma anche visitatori che magari non hanno competenze specifiche in ambito culturale ma sono animati dal desiderio di scoprire l’arte, la storia e conoscerne il lato più emozionante e coinvolgente.

 

Ovviamente noi siamo di parte, visto che con la nostra app QuickMuseum, stiamo lavorando per divulgare l’arte in un modo coinvolgente e innovativo, usando un linguaggio alla portata di tutti, che possa emozionare ed appassionare. Siamo convinti che coinvolgere il pubblico sia il primo passo per accompagnarli in un museo, e in questo i social media giocano un ruolo chiave.

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I social media entrano nei musei e li aiutano a crescere

L’uso dei social media per comunicare con il pubblico sembra sia scontato, ma non lo è poi così tanto. Fino al 2016 solo il 52% dei musei in Italia possedeva un account sui social network, stando ai dati di un’analisi dell’Osservatorio Innovazione Digitale nei Beni e Attività Culturali. Davvero poco, ma bisogna tener conto che i dati sono del 2016 e si trattava di un trend in crescita.

 

A fare la parte del leone, ma non avevamo dubbi, è Facebook (usato dal 51% dei musei), seguito da Twitter (31%) e Instagram (15%). Va però detto che solo il 13% dei musei nel 2016 era presente su tutte e tre le piattaforme.

 

È un peccato, perché i social permettono ai musei di raggiungere un pubblico vasto a costi contenuti e mettere in vetrina le loro proposte in modo immediato e semplice. Inoltre è sui social che spesso il potenziale visitatore va a cercare le informazioni dell’ultima ora su eventi ecc., visto che per un museo è molto più semplice aggiornare la propria pagina Facebook con un post fissato in alto, piuttosto che modificare il proprio sito ufficiale.

Considerando tutto questo possiamo serenamente affermare che è impensabile che un museo, nel 2017, non abbia una pagina Facebook su cui farsi trovare.

 

A proposito di Facebook, a guidare la classifica dei like in Italia è a, sorpresa ma con merito la Reggia de La Venaria Reale, grazie a una comunicazione social che unisce la qualità e la professionalità dei contenuti ad una leggerezza che li rende piacevoli e “condivisibili” (in senso social, ma non solo). Al secondo posto troviamo i Musei Vaticani (206.345 like), seguiti dal MAXXI di Roma (175.807).

Su Twitter invece guida la classifica il profilo Musei in Comune Roma (266.000 follower), seguito dal Museo del Novecento di Milano (193.000) e dal MAXXI (191.000).

 

Su Instagram infine al primo posto c’è la Collezione Peggy Guggenheim di Venezia (138.000 follower), seguita da La Triennale di Milano (91.800) e dal MAXXI di Roma (58.500), che dimostra un’ottima sinergia tra i tre social principali.

 

Per quanto riguarda invece la cura dei siti web dei principali musei italiani leggete anche il nostro articolo sul museo di Capodimonte, primo di una serie di articoli su questo tema.

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