Musei in 5 opere:
il Prado a Madrid

by Cristian Camanzi

Nuovo appuntamento per la rubrica con la quale vi diamo un assaggio di ciò che vi aspetta scaricando la nostra app QuickMuseum. Grazie alle sue mappe, alle audioguide, ai giochi e ai percorsi personalizzati potrete esplorare le splendide collezioni dei più importanti musei d’Europa.

Oggi vi parleremo del Prado, il museo nazionale della Spagna, famoso per una delle più considerevoli collezioni di dipinti di antichi maestri. Ovviamente è ben rappresentata la cosiddetta scuola spagnola. Oltre a tutto ciò, questo museo di Madrid accoglie anche sculture, disegni, stampe e prodotti delle arti applicate. Insomma un vero scrigno di tesori.

Francisco Goya, Maya vestida e Maya desnuda

Fiumi d’inchiostro sono stati versati per queste opere fatte per stare l’una vicina all’altra, come accade oggi al Museo del Prado. Il motivo di tanto interesse è che ancora oggi non sappiamo chi sia la donna rappresentata e nemmeno chi sia il committente. La Maja vestida serviva a coprire la versione nuda che all’epoca della sua realizzazione suscitò un enorme scandalo. Pensate che in Spagna per secoli le immagini di nudo, anche quelle giustificate da un tema mitologico, erano proibite dalla Chiesa e punite dal tribunale religioso dell’Inquisizione. È innegabile la sensualità che emanano entrambi i dipinti: i corpi così deliberatamente offerti al nostro sguardo, adagiati tra cuscini di pizzo.

Volendo qua, più che la foto, potremmo mettere un link al video di QuickArt

Hieronymus Bosch, trittico delle delizie

L’opera si compone di tre tavole: quella centrale raffigura il giardino delle delizie mentre le ante laterali rappresentano il Paradiso con la creazione di Eva e l’Inferno. Le due ante laterali si possono chiudere sul pannello centrale, un po’ come gli scuri di una finestra, rivelando un quarto dipinto che raramente viene mostrato.

Sul retro delle due ante è raffigurato il terzo giorno della creazione del mondo, quando le acque furono separate dalla terra. Bosch qui mescola tradizioni popolari e citazioni bibliche, diavoli e paradisi, incubi e nanetti, esseri mitologici e animali fantastici. Tutto si incrocia, creando un universo visivo senza precedenti.

Caravaggio, Davide e Golia

Questo dipinto illustra il momento in cui David, giovane pastore, uccide il gigante Golia con la sua fionda, tagliandogli poi la testa per farne un trofeo. Il dipinto venne realizzato agli inizi della carriera di Caravaggio, quando si trovò a lavorare per il cardinale Francesco Maria Del Monte. Qui David, simbolo di virtù, è rappresentato poco più che bambino con il volto di profilo e un’espressione mite che contrasta con la violenza dell’evento.

Come in tutte le opere di Caravaggio, anche qui la luce ha un’importanza primaria: svolge un ruolo sia simbolico, in quanto incarna la presenza divina, che pratico, servendo all’artista per definire i volumi e per accentuare la drammaticità della scena.

Diego Velazquez, Las Meninas

Fin dall’inizio questo splendido dipinto fu da tutti riconosciuto come il capolavoro di Velazquez. Las Meninas è un ritratto di gruppo in cui ognuno occupa, secondo il suo rango, un posto preciso, in armonia con le regole della corte spagnola.

Ciò che colpisce di più di quest’opera è la complessità spaziale e il gioco di specchi messo in scena da Velazquez. Il pittore nel dipinto sembra guardare noi, ma in realtà fissa la coppia reale posta al di fuori del quadro e riflessa nello specchio appeso sulla parete di fondo. Noi spettatori ci troviamo quindi nella stessa posizione occupata dal re e dalla regina.

Las Meninas è senz’altro un’icona pop e lo dimostra il fatto che a partire da Goya e Picasso fino ai giorni nostri, sono state prodotte sempre nuove versioni e remake di questo capolavoro.

Anche in questo caso potremmo mettere il link al video di questo bravo art blogger che ho trovato per caso sulla rete

Albrecht Durer, Autoritratto con guanti

Il Dürer che vedete qui è un giovane uomo, molto elegante, il cui abbigliamento e la cura del proprio aspetto confermano una certa sicurezza di sé e anche un po’ di vanità. L’artista indossa una bella giacca bianca e nera con un copricapo che riprende gli stessi colori. Sotto la giacca porta una camicia con un bordo ricamato d’oro, mentre sulla spalla sinistra vediamo un mantello marrone trattenuto da un cordoncino blu e bianco di seta.

Del dipinto ci colpisce l’espressione fiera e glaciale in contrasto con la grande sensualità sottolineata dall’ampia scollatura della camicia. Il suo sguardo penetrante sembra voler sottolineare l’importanza e la soddisfazione del pittore, ma un velo di malinconia traspare. In fondo sapeva bene Dürer che tutta la bellezza o il successo di questo mondo un giorno sono destinati a finire.

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