Musei in 5 opere:
Museo Egizio di Torino

by Cristian Camanzi

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Oggi vi parliamo del Museo Egizio di Torino. Si tratta di un museo, come quello del Cairo, dedicato esclusivamente all’arte e alla cultura dell’Egitto antico. È costituito da diverse collezioni che si sono accumulate nel tempo, alle quali si sono aggiunti i ritrovamenti effettuati a seguito degli scavi condotti in Egitto dalla Missione Archeologica Italiana tra il 1900 e il 1935.

Sicuramente è uno dei musei egizi più belli del mondo, per importanza e ricchezza delle opere esposte. Recentemente è anche stato al centro di un’importante lavoro di riorganizzazione e riallestimento che hanno reso il museo moderno e più funzionale.

Ecco 5 cose da non perdere, se visitare il Museo Egizio di Torino:

Coppa della dea Hathor, nuovo regno

Questo esemplare di coppa è uno tra i più belli a noi noti per la sapienza con cui le due teste femminili sono state realizzate. I due volti sono circondati da fiori e boccioli di loto e si stagliano su un bellissimo smalto turchese. Le immagini della dea Hathor si rifanno a una complessa simbologia che vede nel fiore di loto la promessa di vita eterna e di rinascita.

Ostracon con figura di ballerina, nuovo regno

Gli ostracon erano frammenti di vaso o di calcare che venivano usati in Egitto per piccole annotazioni, spesso di carattere amministrativo. Ma in alcuni casi questi cocci erano le basi per schizzi realizzati come esercizi da allievi disegnatori.

Qui vediamo una giovane donna con una folta capigliatura e una gonna nera cortissima ornata da ricami la cui figura è inarcata in passo di danza o in un gesto acrobatico. Un’immagine di rara eleganza e bellezza.

Ritratto di giovane, IV secolo d.C.

Quest’opera fa parte del celebre gruppo di ritratti su tavola noti come i ritratti del Fayum, dal luogo dei primi ritrovamenti. Sono dipinti su tavolette di legno con una tecnica che mescola i pigmenti alla cera d’api, il cosiddetto encausto. Erano posti dopo la mummificazione sul volto dei morti e restavano visibili grazie a una finestra ricavata nell’intreccio delle bende.

Come si può notare nell’opera, gli influssi dell’arte greca e romana sono prevalenti e segnano lo splendido tramonto della civiltà egizia.

Statua di Ramesse II, XIX dinastia

Questa statua è una delle opere più importanti nella storia dell’arte egizia e rappresenta Ramesse II, tra i sovrani egizi più longevi, vissuto oltre i novant’anni. Ebbe quattro mogli, tra cui la celeberrima Nefertari, e oltre un centinaio di figli, la maggior parte dei quali morirono prima di lui.

Il faraone qui è rappresentato in trono, avvolto da una lunga veste pieghettata, con sandali ai piedi e con in mano i simboli del potere: lo scettro di heka e il flagello.

Tempio di Ellesia, XVIII dinastia

Il tempietto, staccato da una montagna nubiana, è stato ricostruito nel museo negli anni tra il 1965 e il 1970 ed è l’ultimo monumento in ordine di tempo a essere entrato nella collezione torinese. Si tratta di un dono del governo egiziano all’Italia in segno di riconoscenza per il lavoro svolto dal nostro paese per salvare i monumenti minacciati dalla diga di Assuan. Il tempietto fu dedicato da Thutmose III alle divinità dell’Egitto e della Nubia.

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