Musei in 5 opere:
la Tate Modern di Londra

by Cristian Camanzi

Nuovo appuntamento per la rubrica con la quale vi diamo un assaggio di ciò che vi aspetta scaricando QuickMuseum. Grazie alle sue mappe, alle audioguide, ai giochi e ai percorsi personalizzati potrete esplorare le splendide collezioni dei più importanti musei d’Europa.

In questo approfondimento scopriremo le 5 opere che ci hanno colpito di più della Tate Modern di Londra. Si tratta della più importante collezione inglese d’arte moderna internazionale. Fa parte del complesso Tate del Regno Unito: gli altri musei del sistema sono la Tate Britain (la prima ad essere aperta), Tate Liverpool e Tate St Ives.

Dalla sua apertura avvenuta nel maggio 2000, oltre 40 milioni di persone hanno visitato la Tate Modern. Oggi è una delle prime tre attrazioni turistiche del Regno Unito.

Edgar Degas, Ballerina di 14 anni

Degas è conosciuto al grande pubblico principalmente come pittore, ma la realtà dei fatti è ben diversa. Nell’atelier dell’artista che scolpiva per dipingere meglio, furono trovati, alla sua morte, circa centocinquanta modelli in cera o in argilla che non vennero mai esposti. L’unica di queste opere a essere esibita fu la Ballerina di 14 anni che vedete qui nella versione in bronzo, presentata da Degas alla mostra impressionista del 1881.

Questa ballerina è una statua in bronzo, ma include anche l’utilizzo di altri materiali per dare un maggior effetto realista: i colori sono molto naturali, i capelli autentici, è vestita con un tutù e con delle vere e proprie scarpette di raso. La teca di vetro è un elemento voluto proprio da Degas che, in questo modo, riconosceva alla sua ballerina lo statuto di opera d’arte. Un lavoro toccante per la grande dignità espressa da questa giovane donna.

Pablo Picasso, Donna che piange

Nel gennaio 1937 a Picasso fu chiesto di dipingere un’opera per il padiglione spagnolo alla Fiera mondiale di Parigi e l’ispirazione arrivò da un evento drammatico. Il 26 aprile di quello stesso anno i bombardieri tedeschi, inviati da Hitler in aiuto a Franco, attaccarono e devastarono la città basca di Guernica, in Spagna.

Due giorni dopo, Picasso iniziò il celebre dipinto di Guernica. Per una parte dell’opera, che rappresenta una donna in lacrime con il suo bambino morto tra le braccia, Picasso fece numerosi studi come questo. Punto focale della composizione è la zona frastagliata intorno alla bocca e ai denti, stretti selvaggiamente su un fazzoletto. Il resto del volto è frammentato come se la donna fosse letteralmente spezzata dal dolore. L’immagine di questa donna in lacrime diventò icona della sofferenza di tutti i popoli sotto il giogo delle dittature.

Salvador Dalì, Metamorfosi di Narciso

In quest’opera Dalì, il principe del surrealismo, scelse di rappresentare con un effetto allucinatorio la trasformazione di Narciso: da figura in ginocchio a sinistra nello stagno, a fiore che spunta dall’uovo tenuto a destra da una mano gigante. Nel paesaggio roccioso che fa da sfondo, spicca a destra una statua di Narciso su un piedistallo che ci mostra com’era il giovane prima della sua trasformazione.

L’artista creò l’opera per coinvolgere lo spettatore nella metamorfosi del protagonista facendo in modo che, per chi osserva il dipinto, Narciso svanisse a poco a poco, fino ad arrivare alla sua massima trasformazione.

Claude Monet, Ninfee

Scegliere un motivo unico e riprenderlo instancabilmente, al sorgere del sole o a fine pomeriggio, in ogni stagione, scaldati dal sole o sferzati dalla pioggia. È questo che faceva Claude Monet, abituato molto spesso a dipingere in serie. Quest’opera fa parte della serie “Ninfee” che conta in tutto circa 250 variazioni dello stesso tema.

La tela davanti a voi è riempita dall’acqua e dalle ninfee, evocando un mondo a parte, in totale immersione nella natura. Questa versione come le altre tele di questo tipo, non fu solo nei decenni successivi che l’importanza di queste opere venne finalmente riconosciuta e diversi artisti americani ed Europei seguirono le orme di Monet nelle loro ricerche verso l’astrattismo.

molto apprezzata dal pubblico dell’epoca. Fu

Marcel Duchamp, Fontana

Fontana è una delle opere più famose dell’artista francese Marcel Duchamp ed è ampiamente considerata un’icona dell’arte del XX secolo. L’opera presente alla Tate è una replica del 1964 ed è realizzata in terracotta dipinta per assomigliare all’originale, mentre la firma è riprodotta in vernice nera. È l’esempio perfetto di quello che venne definito come un “ready-made” e cioè un oggetto comune trasformato dall’artista in opera d’arte.

Potete ben immaginare la reazione di pubblico e critica dell’epoca: tutti presero le distanze dalla Fontana sostenendo che un orinatoio non potesse essere considerato un’opera d’arte e che fosse semplicemente indecente. Sicuramente Fontana segnò un punto di non ritorno nella storia dell’arte e accettarla tra i capolavori significa giocare con ironia, accettando di non prendersi mai troppo sul serio; un modo per togliere quell’alone di sacralità che spesso circonda le opere d’arte e che forse, a volte, le allontana dalla gente comune.

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