Eventi & Mostre: 10 curatori a Napoli per una mostra “personalizzata”

by Marco Lovisco

Partiamo dai fatti: al Museo di Capodimonte a Napoli, fino al 17 giugno 2018 è possibile visitare la mostra “Carta Bianca”.

 

La particolarità dell’evento sta nell’idea originale che è alla base del suo allestimento. Il direttore del Museo Sylvain Bellenger ha infatti scelto dieci personalità del mondo dell’arte, della musica e della cultura in generale ad ognuna delle quali è stata assegnata una sala della mostra. Ad ognuna di loro è stato dato il compito di riempire la sala scegliendo dieci opere tra l’immensa collezione del museo, motivando tale scelta.

 

L’esperimento a mio parere è molto interessante perché mostra in maniera piuttosto esplicita come l’arte sia un piacere soggettivo che possa variare in base al proprio background culturale e alle proprie esperienze personali.

 

Interessante anche la scelta dei dieci “visitatori ideali” (come sono stati battezzati), professionisti famosi nei rispettivi campi. Si tratta di: Laura Bossi Régnier, neurologa e storica della scienza; Giuliana Bruno, professore di Visual and Environmental Studies alla Harvard University; Gianfranco D’Amato, industriale e collezionista;  Marc Fumaroli, storico e saggista, membro dell’Académie française; Riccardo Muti, direttore d’orchestra;  Mariella Pandolfi, professore di Antropologia all’Université de Montréal; Giulio Paolini, artista; Paolo Pejrone, architetto e paesaggista; Vittorio Sgarbi, critico e collezionista d’arte, scrittore, docente e Francesco Vezzoli, artista.

L’undicesimo visitatore

 

Mi ha molto colpito anche un’altra iniziativa messa in atto dal Museo di Capodimonte. In occasione della mostra ogni visitatore potrà scegliere e fotografare dieci foto postandole con l’hashtagh #LamiaCartaBianca. La miglior selezione di opere, secondo una giuria composta dai 10 autori di Carta Bianca e presieduta dal direttore Sylvain Bellenger, sarà allestita in una vera sala del museo.

La trovo un’idea interessante per tre motivi: il primo è che permette di generare traffico sui social, facendo girare l’hashtag del museo, dando ai visitatori una motivazione concreta per fare e condividere foto; il secondo è che permette al visitatore di diventare parte attiva del percorso di visita, rendendo la sua esperienza al museo interattiva e stimolante; il terzo motivo è legato al premio, che non ha un valore materiale ma ha un grandissimo valore simbolico per un appassionato d’arte.

L’app “Carta Bianca”

 

Per rendere più coinvolgente la visita alla mostra, gli organizzatori hanno messo a  disposizione dei visitatori un’app apposita: “Carta Bianca” (disponibile sia su iOS che su Android). L’app è molto elegante nel design e rispecchia bene lo stile della mostra. Dà al visitatore tutte le informazioni sulla mostra, sui dieci “visitatori speciali” e sulle motivazioni che hanno spinto ognuno di loro a selezionare le dieci opere.

L’app permette inoltre di interagire con le opere, grazie ad uno scanner che comunica con la fotocamera del dispositivo.

Ho solo un appunto da fare: l’app all’apertura ci mette troppo tempo a caricare i contenuti. Ci vuole molta pazienza e bisogna essere molto motivati per non chiuderla e visitare la mostra in modo tradizionale. Secondo me andava alleggerita un po’ (un bel po’).

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