Arte e cinema:
“Turner” di Mike Leigh

by Cristian Camanzi

Come abbiamo già visto, il cinema da molto tempo cerca di raccontare il mondo dell’arte e le storie dei suoi protagonisti. Gli esiti non sono sempre positivi, ma resta comunque interessante analizzare i film dedicati all’universo artistico perché sono un modo diverso per avvicinarci alla storia dell’arte.

Oggi vi parliamo di un film del 2015 dedicato a Turner per la regia di Mike Leigh, già Palma d’Oro a Cannes come miglior regista nel 1992 e nel 1996. Con questo film Leigh torna a girare nella sua amata Gran Bretagna concentrandosi su un genio della storia dell’arte.

Chi era William Turner?

Una piccola presentazione di William Turner a questo punto è doverosa: si tratta di uno dei più famosi e apprezzati pittori inglesi che portò il movimento romantico verso una storica svolta. Se non ci fosse stato Turner molto probabilmente non sarebbe nato l’Impressionismo ed è anche grazie a lui che la pittura di paesaggio raggiunse i livelli di quella storica, considerata all’epoca di maggior importanza. Le sue opere ancora oggi stupiscono per modernità e impatto visivo.

Il film “Turner”

Con questo film non aspettatevi il solito omaggio patinato a un grande pittore. La storia che vediamo è parziale e si svolge verso la metà dell’Ottocento, nell’ultima parte della vita del grande pittore. È un film in tutto e per tutto e non un documentario. Per questo motivo non abbiamo didascalie a scandirci il tempo, ma una narrazione scorrevole, senza interruzioni. Vediamo così in maniera molto naturale la vita del personaggio con l’avvicendarsi di successi, delusioni, lutti e piccole gioie. Ad accompagnarci nella storia ci sono i costumi, il trucco e la fotografia impeccabili che aiutano anche a scandire il passare del tempo.

Il film non parla molto dell’artista, ma si sofferma di più sull’uomo. Scopriamo così un Turner dalle molteplici sfumature, non sempre edificanti. Emblematico ad esempio è il caso del suo rapporto con la governante di famiglia Hannah, interpretata da Dorothy Atkinson. Lei era segretamente innamorata dell’artista il quale però non le dimostrò alcun interesse che andasse oltre il semplice appetito sessuale. Certamente emerge la figura di un uomo scontroso, solitario a tratti decisamente sgradevole e ci riesce difficile credere che dal suo pennello siano potuti nascere capolavori così poetici e romantici. Dall’altro lato però comprendiamo la cupezza di certe opere e la violenza rivoluzionaria del suo talento.

Il nostro parere

È un film che consigliamo perché in grado di mostrare gli svariati volti che stanno dietro a un grande artista. Turner era determinato e severo, bizzarro e ribelle, sensibile e incompleto, scorretto e spesso volgare. Si tratta quindi di un film che ci può aiutate a comprendere i conflitti interiori che spesso tormentano gli artisti. Pittori, scultori, architetti … tutti questi creatori di bellezza hanno dovuto fare i conti con la mortalità della propria condizione in contrasto con l’eternità dell’arte. Questi artisti geniali erano tesi in bilico tra una grande fragilità e un altrettanto grande forza. Tutti elementi che ritroviamo in Turner.

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