Arte e cinema:
Séraphine di Martin Provost

by Cristian Camanzi

Questo delicato, emozionante e commovente biopic non solo ci presenta una pittrice che ai più suonerà sconosciuta, ma ci fa scoprire anche il lavoro di un promettente regista agli esordi. L’opera ha riscosso successo sia di pubblico che di critica, soprattutto in Francia dove ha vinto nel 2009 il Premio César per il miglior film. Sto parlando di Séraphine.

Si tratta di un film realizzato nel 2008 tra Francia e Belgio, diretto da Martin Provost e scritto da Marc Abdelnour insieme al regista. Il film narra la storia della pittrice francese Séraphine de Senlis interpretata da una straordinaria Yolande Moreau che molti di voi ricorderanno come la portinaia nel Favoloso mondo di Amélie.

Il film parla di una governante di mezza età, Séraphine, che vive nella Francia dei primi del Novecento e che ha un notevole talento per la pittura. La donna dipinge seguendo quello che lei considera come un’ispirazione religiosa che trova osservando la bellezza della natura, durante le passeggiate che ogni giorno compie per andare a lavoro.

Séraphine ammira le piante, gli alberi, i fiori e il vento, finendo per cogliere dalla natura stessa gli elementi per dipingere, come una manciata di terra o il sangue di un maiale morto. La vita della donna sarà inevitabilmente stravolta dall’incontro con un celebre critico d’arte che crederà nel suo talento.

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Un’anima semplice, ingenua e delicata

Un film che consigliamo caldamente perché sicuramente vi colpirà nel presentarvi una piccola, fragile donna, vissuta nella prima metà del secolo scorso e la cui fama è giunta solo dopo la sua morte.

Séraphine è un film su un’anima semplice e delicata, una donna con un grande talento che ignorava totalmente d’avere e che dipingeva per impulso. Con mezzi semplici, tavole e colori ricavati da ciò che trovava tutti i giorni, riproduceva la sua idea di natura, quella natura che per lei era sfogo e angolo di pace.

Osservando Séraphine de Senlis all’opera forse assistiamo alla vera artista propriamente “naif“, stando al significato letterale del termine: ingenuo. Un’anima semplice, ma dall’equilibrio precario e di una fragilità pari al cristallo.

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Il nostro parere su Séraphine

Filo conduttore del film è probabilmente il rapporto tra talento e follia. Osserviamo come la consapevolezza d’avere talento possa disgregare un già precario equilibrio mentale. Sicuramente uno degli elementi che rendono questo film da non perdere è l’interpretazione della protagonista: la straordinaria Yolande Moreau qui calibra sapientemente dolcezza, fragilità e ingenuità. Per tutto il tempo rimarrete catturati da questa attrice, intensa e commovente.

Ma Séraphine colpisce anche per un altro motivo: si tratta della prima prova del regista, che riesce a dar vita a un film delizioso, dalla buona fotografia. Dispiace solo che un’opera tanto meritevole, anche d’essere proiettata nelle scuole, sia arrivata in Italia mal distribuita e solo due anni dopo l’uscita in Francia.

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